Archivio per dicembre, 2005

Fumetti Sotto l'Albero

Inizierò a tormentarvi, dato che tutta questa ultima settimana me la sono passata al’insegna di questo evento dove conto di vedere TUTTI VOI.

Il GruppoTrinacria è orgoglioso di presentare la seconda manifestazione fumettovisiva in collaborazione con la Scuola del fumetto e con il CCP Agricantus.

Sulla scia del primo evento di giugno, anche questa volta il programma sarà zeppo di piccoli avvenimenti per passare una serata in allegria all’insegna del fumetto. 3 gennaio 2006
CCP Agricantus
via N.Garzilli 89
tel. 091 309636

Ore 21:00
Inaugurazione della mostra espositiva.
La mostra comprende i lavori di tutti quelli che hanno voluto partecipare, senza minimamente fare una selezione (se non in base allo spazio).
Ore 21:30
Cartoni: Peo: Le energie alternative, a cura della Grafimated Cartoon.
Ore 22:00
Musica: Marco Adelfio e Sergio Algozzino.
Ore 23:00
Cartoni: proiezioni a cura del GruppoTrinacria.


Inoltre, ai tavoli, pronti a fare un bel fumetto espresso, troverete: Claudio Stassi (Le Lombarde, Eura Editoriale), Marco Failla (Monster Allergy, Image Comics), Marco Rizzo (Free Books, Alta Fedeltà), Roberto Di Salvo (Alta Fedeltà, Cronaca di Topolinia), Gianluca Gugliotta (Eura Editoriale, Cronaca di Topolinia), Aurelio Mazzara, Quirino Calderone e molti altri ospiti.
Albo e Plunkink faranno disegnare invece i poveri passanti. Accorrete numerosi!


Riccardo


Auguri!


Cartoline di Natale

Copiando spudoratamente l’idea di Claudio, posto i disegnini di Natale che ho ricevuto fino ad adesso…
 


Claudio Stassi                                              Marco Morandi






Federico Nardo






Antonello Dalena






Ketty Formaggio






Giovanni Ruello






Laura Scarpa


 



Nicola Carpanelli                           Fabio Butera




 

Gianni Allegra


Maurizio Clausi                                              Paolo Maddaleni


Nicola Pasquetto                                            Marco Rizzo


Gabriele Ranfagni & Tania Boccalini


Rosa La Barbera


Peo: Le Energie Alternative

Quest’anno ho fatto davvero un mucchio di lavori diversi, dalla supervisione dei disegni di Tea Stilton per la Piemme alla stesura finale del mio libro, dalle sperimentazioni cromatiche in casa Disney a certe illustrazioni che vedrete in futuro legate al cartone di Monster Allergy, il tutto ovviamente intorno alla solita routine lavorativa. Ho anche ripreso a suonare, dopo un 2004 passato invece senza fare nulla, e ho ripreso alla grande perchè insieme ai Giullari Di Corte ho avuto la possibilità di fare qualche serata cantando brani scritti di mio pugno. Alcuni pezzi sono davvero vecchi, ma sono sempre stato molto timido al riguardo, mi spaventava l’idea di cosa potesse pensare la gente ascoltando i miei testi, insomma, più che sapere se il brano piaceva o meno dovevo comunque fare i conti col fatto che era un pò come mettermi a nudo, anche se magari non scrivo cose poi così tanto dirette. Però è andata bene, ci ho preso gusto, e insieme al buon Giovanni e al buon Massimo abbiamo anche inciso una demo di quasi un’ora, di cui vado particolarmente fiero.

In mezzo a questa rinata attività di musicista mi sono permesso di accogliere volentieri una sfida, ovvero quella di comporre qualcosa per un motivo che non sia soltanto l’essere trascinato da una forte emozione, come faccio di solito: la scusa mi è stata offerta dalla Grafimated e dal loro Peo, personaggio di cui già era uscito l’anno scorso un corto, prodotto dalla città di Palermo, e che quest’anno faceva il bis, decidendo di migliorare la qualità tecnica su tutti i fronti, dai disegni al doppiaggio fino ad arrivare alle musiche, stavolta originali e da me composte sulla base delle scene.

Inoltre, il cartone aveva anche bisogno di una sigla, e, dato il mio amore viscerale per questa forma di musica, o almeno per quelle buone, come già ne parlo qui, la sfida si faceva davvero grossa e piena di responsabilità; alla fine la sigla è uscita subito, come fare le musiche, e, nonostante la fretta finale, è risultata essere una esperienza altamente formativa e stimolante. Non avendo studiato composizione, e non sapendo scrivere la musica sul pentagramma, mi sono arrangiato come faccio solitamente per le canzoni, con un buon orecchio e 1000 tentativi, ma qui il bello era fare le cose a tempo con gli stacchi, cambiare repentinamente ritmo e misura, e suonare molte volte senza neanche un metronomo, che invece regolavo dopo avere fatto una traccia di base istintiva con la tastiera.
Il mio strumento dunque, a differenza della musica coi Giullari, quasi tutta suonata "realmente", è stata principalmente una minuscola tastiera usb che mi permetteva l’utilizzo delle miriadi di emulazioni possibili al giorno d’oggi.

Il risultato è divertente, nè più nè meno, non valgo neanche un pelo di un qualsiasi compositore da film o da cartone straniero, ma credo di aver fatto qualcosa di decente per un cartone fatto in Italia, dove la colonna sonora per me è sempre stato un tasto dolente, almeno negli utlimi anni, soprattutto il background. E’ chiaro che chi l’ascolterà noterà reminiscenze modeste di grandi come John Williams o Danny Elfman, ma alla fine, come ho già detto, è stata una sfida, un gran divertimento e qualcos’altro che posso dire di avere fatto, senza nessuna pretesa, nulla più.
Dunque, metto in download un paio di pezzi, due strumentali (foolys.altervista.org/1.zip e foolys.altervista.org/2.zip) e, anzichè la sigla, l’unica altra canzone del cartone, quella della "trasformazione: foolys.altervista.org/trasf.zip, che credo chiarirà definitamente il mio approccio del tutto ironico alla faccenda hehe.
Il cartone è stato distribuito nelle scuole, e, dopo una presentazione piena zeppa di bambini, potrete vederlo sicuramente il 3 gennaio durante un evento che sto organizzando all’Agricantus e che presto vi svelerò nei dettagli.

Nota: per scaricare i file dovrete copiare letterarmente gli indirizzi ke ho messo e metterli come indirizzo di pagina, a quel punto vi chiederà di salvare, scusate se l’azione diventa così un pò elaborata…


Monster Allergy su Sky!

Sono lieto di annunciare (in ritardo) che dallo scorso lunedì, il 19 dicembre, è in onda la serie di Monster Allergy in anteprima sul canale Toon Disney, visibile su Sky al canale 614.

L’appuntamento è tutti i giorni alle ore 20.10, poi la serie andra in onda su Rai2 a partire da marzo.

Personalmente, essendo sprovvisto di Sky, mi sto facendo registrare le puntate dal buon Roberto e organizzerò proiezioni maratona nel periodo delle feste.

Chi fosse interessato…

The Ultimate Sacrifice

Il titolo sembra profetico perchè da un pò ho allentato la mia attività di colorista a favore di quella di disegnatore. Certo, coloro spesso le mie cose, ma, oltre Monster Allergy, è sempre più raro che io abbia voglia di partecipare a qualche altro progetto soltanto con questo ruolo.

Il che non è affatto discriminante, amo profondamente colorare e sono il primo a certificare che il colorista è adesso un ruolo di importanza fondamentale nei fumetti tanto quanto il disegno, non è più un semplice abbellitore, ma entra prepotentemente a far parte del tono e del successo di una storia esattamente come un direttore della fotografia nel cinema; semplicemente, in questo momento mi piace più seguire gli altri che farlo io stesso, partiranno infatti l’anno prossimo due progetti molto importanti che mi vedranno come supervisore del colore, e dedicarmi più al disegno per assecondare meglio il mio animo.

In ogni caso, questo disegno è di Alessandra "Mais" Criseo, amica messinese che un giorno legherò al tavolo da disegno per costringerla a produrre disegni con una stabilità che non dipenda dal giorno e dalla notte.

L’opera in questione non è stata fatta per alcun motivo, se non per il puro piacere di collaborare.




Commozione Oltremisura (2)

Intro: "(2)" perchè avevo già titolato un post così.



Post: chi non ha cercato il proprio nome su Google? Beh, da quando è uscito il libro lo faccio spessissimo, alla ricerca di qualche recensione o qualche commento.



Oggi mi sono imbattuto in ben due sorprese:


1) Il sommo Daniele Barbieri parla del MIO libro sul SUO blog!

Il bello è che non avrei dovuto avere bisogno di scoprirlo grazie a google, dato che è uno dei blog che visito periodicamente, ma così è stato ancora più divertente. Inoltre, dice delle cose bellissime, e adesso non mi fa più paura nessuno.

Così, dopo questi mesi di commenti e recensioni ricevute, dove non dico di essere elogiato come lo scrittore del secolo, ma almeno l’importante è il non avere ricevuto stroncature  colossali, come una certa storia del fumetto uscita qualche tempo fa, adesso SO di avere scritto un libro decente e inizierò a vantarmene in giro.


2) Sono su Ebay. Qui potete trovare l’inserzione. Questo in teoria dovrebbe deprimermi, perchè significa che qualcuno si disfà del mio splendido e ben scritto manuale (noterete che ho iniziato a vantarmene fin da adesso), ma nell’inserzione la descrizione è splendida e comunque l’idea di essere su Ebay mi affascina in ogni caso. O magari è semplicemente un negozio e non un privato. In ogni caso, non mi interessa: io sono su Ebay.

Eheheh.

Io e il mio utilissimo libro, ovvio.




Tutt'a un Tratto – Extra No.5: Gene Colan

Oggigiorno siamo abituati a vedere supereroi disegnati dagli autori più atipici, non c’è più un vero limite fra l’underground e il fumetto per il grande pubblico, ed è quindi quasi impossibile stupirsi, ma negli anni ’70 Gene Colan, in un contesto in cui lavorare alla Marvel o alla Dc Comics significava ancora seguire uno stile codificato, poteva davvero essere considerato un autore d’avanguardia.

© Gene Colan
© Gene Colan

Anziché dedicarsi alla plasticità delle figure o alla ricerca evidente del muscolo in tensione, è sempre stato più interessato all’espressività dei personaggi e delle inquadrature; per quanto mi riguarda, Colan (pur amandolo follemente) non è rientrato nel mio testo solo perché poco legato al segno, cui dedica una parte minima del suo disegno, e che spesso è stravolto dall’inchiostratore, ma, al contrario, lavora maggiormente sulle atmosfere utilizzando enormi distese di nero, sporco ma morbido, proprio come fosse un colore, con un effetto estremamente pittorico. Le sue figure, possenti e sinuose, sembrano uscire da un quadro del Seicento: è un disegnatore eccezionale, che ha regalato alcune fra le più belle e visionarie vignette nella storia dei comics.

© Gene Colan
© Gene Colan

Una serie in particolare è legata al suo nome, quella Tomb of Dracula realizzata in tandem con Marv Wolfman ai testi e Tom Palmer alle chine; questo ciclo di 70 numeri, che trova il suo culmine negli ultimi 30, si adatta alla perfezione ai toni scuri con cui Colan ci aveva abituato sulle pagine di Daredevil o di Captain America, ed è una vera e propria bibbia per la quantità e la qualità di situazioni al servizio di un mercato che ancora in patria era considerato per adolescenti, con tavole realizzate con amore, cura e raffinatezza, e che, inoltre, rappresentano un ritorno ufficiale su un genere contestato ai tempi della E.C. Comics da quel povero pazzo di Frederic Wertham, che sì la Warren aveva ripreso a pubblicare, ma che ritrova in quegli anni un pubblico su larga scala, con testate parallele di altrettanto successo tipo Werewolf by Night.

© Gene Colan
© Gene Colan

Qualche anno fa Colan ha disegnato una nuova miniserie di Dracula, realizzata questa volta interamente a matita, senza un ruolo intermediario che nel suo caso è a volte inutile e rovinoso, confermando quanto detto sopra sul suo maggiore interesse nel complesso e nelle atmosfere più che nella linea di un disegno.
Peccato solo che non sia nato in Argentina: ne avremmo viste davvero delle belle.


Love Bringers: Presentazione

Io mi son divertito a colorare il poster e mi divertirò ancor di più ad introdurre i due autori…
l’appuntamento è venerdì 16 al Pan Store di via Siracusa 25 (Palermo) dalle 15:30 alle 18:00. Arricampatevi!!!



Casa di mia Nonna

E’ stata venduta casa di mia nonna.
Forse dovrei dire più correttamente "casa dei miei nonni", ma ricordo molto poco mio nonno, e, anche se sembra irrispettoso, quella è sempre stata per me casa di mia nonna.

La casa è a Tommaso Natale, frazione di Palermo subito dopo Cardillo, sulla strada per arrivare a Sferracavallo o Barcarello. Era il percorso più lungo che conoscevo alla perfezione fino ad una certa età, magari non mi sarei mai avventurato in una strada mai vista dietro casa mia, però sapevo che avrei potuto fare a piedi quel tragitto. Inoltre, prima abitavo a Pallavicino, molto più vicino alla casa da dove abito adesso, ma, nonostante tutto, per me, da piccolo, arrivarci era davvero un viaggio. Mi portavo dietro qualche Transformer per ammazzare l’attesa, mai roba da leggere, ho sempre sofferto il mal di macchina, e arrivato lì era facile recuperare una penna nei giorni di pioggia per disegnare. Nei giorni di pioggia. In quelli di sole stavo fuori, sempre fuori, casa di mia nonna è davvero enorme, dunque all’epoca un autentico castello, pieno di zone inesplorate, ma poco mi importava, perchè tanto c’era il giardino, e lì mi interessava stare.

Non che avessi un canovaccio da seguire, o avventure tipiche in particolare, mi accontentavo di fendere il vento con una canna (niente battute, grazie), o di sbriciolare qualche grumo di terra, quelli che sembrano delle pietre. Soprattutto, passavo un’infinità di tempo davanti lo stagno, che non era poi uno stagno, bensì una vasca che serviva ad annaffiare la terra, ma che per me era uno stagno perchè pieno di girini, ipnotici girini.

Una volta invece ho ucciso una lucertola. Certo, avevo già dei precedenti con mosche e formiche, ma quando la lucertola rimase immobile mi sono reso conto di qualcosa; ero davvero un bambino, dunque il colpirla è stato sì un atto intenzionale, ma sinceramente non pensavo quali potessero essere le conseguenze. Una mosca poi ha gli occhi blindati, la lucertola invece possiede un paio di puntini neri come le nostre pupille, e anche se non cambiò nulla in quegli occhi fra il prima e dopo, sapevo di averli in qualche modo appannati, e rimasi particolarmente colpito da quell’evento.

Ma, escludendo la lucertola, casa di mia nonna è sempre stato un luogo felice. Stavo spessissimo lì, per giorni e giorni, solo io e mia nonna, disegnavo, giocavo, e sono fra i ricordi più belli della mia infanzia. Non guardavo molta televisione ma qualcosa me la ricordo, specie l’aver seguito tutte le puntate di Sasuke in quella che consideravo la mia stanza. A volte dormiva lì anche mio fratello, e con mio fratello giocavo sempre a ping pong, anche quando eravamo solo di passaggio, oddio, non è che avessimo un vero tavolo da ping pong, solo la rete e le racchette, perciò adattavamo il tavolo della mia stanza, che poi era anche quella di mio fratello, e che non era affatto la nostra stanza, e passavamo interi pomeriggi a fare rimbalzare una pallina di plastica. E anche a biliardino, ora che ci penso.

 

Poi una volta ho scoperto in un cartone i fumetti di Zio Tibia, un vecchio Oscar Mondadori smembrato, con una splendida storia nè di mostri nè di fantasmi che mi inquietò non poco, e che ridisegnai subito dopo come fosse un mio fumetto nelle pagine del mio magazine dell’epoca (Il Giornale-ino di Sergio Algozzino, geniale, vero?), e giocavo anche con mio cugino Emanuele, unico della famiglia quasi coetaneo. Ma i ricordi più strani sono legati alle riunioni di famiglia, c’era veramente casino, mia madre ha quattro fratelli, moltiplicate il tutto per cugini, nipoti, mariti, mogli e rispettivi parenti e tutt’a un tratto casa di mia nonna non era poi così grande. Mio zio Gianni suonava la tastiera, o la chitarra, e quando mio fratello fu un pò più grande iniziò a portarsi anche la sua, addirittura una volta mio cugino Fabrizio, il musicista per antonomasia, fece un vero e proprio concertino in sala da pranzo, forse col suo gruppo dell’epoca, non ricordo bene. E c’era una vicina tanto carina, Viviana, di cui ero innamoratissimo, parlavamo sempre attraverso la rete di divisione fra le due case, quelle cose stupide che si fanno solo da bambini e adesso ti chiedi "ma perchè non andavamo l’uno dall’altro, non ci sarebbe stata la rete e saremmo stati anche più comodi", difatti credo che questo avvenimento sia accaduto solo un paio di volte, non di più.
E potrei andare avanti ma mi rendo conto che ancora non sono arrivato al dunque.

La casa di mia nonna è stata venduta, decisione presa "dai grandi", basata ufficialmente sul fatto innegabile che siamo 13000 nipoti e parenti vari e che già adesso era difficile seguirla legalmente fra tasse e roba varia, insomma, tutti questi problemi sono nati perchè mia nonna è morta qualche anno fa.
E so anche che le ragione della vendita sono giuste e obiettive, dall’altro lato non ho apprezzato molto il litigarsi certi oggetti, e, soprattutto, il fatto che forse questa casa è stata venduta per evitare grane ai nipoti, ma mi sarebbe piaciuto, dato che eravamo letterarmente parte in causa, un piccolo coinvolgimento in quella che sicuramente non è stata una decisione presa su due piedi, ma che a me, a conti fatti, rimarrà sempre esteticamente come la vendita di casa di mia nonna, ovvero un dramma.

Così, sono andato con Cecilia, proprio il giorno in cui in altra sede venivano consegnate le chiavi, a fare un ultimo giro, a fotografare tutto, a fare qualche filmino, a intristirmi, a visitare le stanze più conosciute e anche quella meno conosciute, a ricordare come erano prima, dato che sono già svuotate, e a passeggiare in giardino, ormai abbandonato a sè stesso, con la vasca prosciugata e i grumi di terra nascosti dall’erbaccia. E a salire sul tetto, cosa mai fatta in vita mia, o che almeno la mia memoria ricordi, a respirare per l’ultima volta una certa aria, un certo odore, che non è odore del passato, è odore di casa di mia nonna. E basta.


Charles Burns

Un bellissimo post su questo bravissimo autore lo potete trovare qui, grazie al buon Marco Failla. Leggetelo.



Qualche pagina di Death (3)

Sniff, sono davvero contento che le tavole siano piaciute, ringrazio davvero tanto per i commenti ricevuti:)
Posto allora l’ultima tavola della sequenza, qui vi renderete conto della natura insipida del soggetto che ero andato a disegnare, ma, come detto, è stata una prima esercitazione, dunque non è che ci abbia riflettuto poi così tanto, volevo solo fare due o tre ambientazioni diverse, concentrarmi sulle espressioni e sulla gestualità del personaggio e provare a vedere come funzionava questo stile in sequenza. Non sono molto convinto del risultato ottenuto sui fondali, alcune cose mi hanno deluso profondamente, ma anzichè stare a correggerle me le tengo buone per la prossima esercitazione…


Qualche pagina di Death (2)

Tavola 2…

Grazie per i commenti alla prima! Queste tavole le ho fatte per lavorare un pò sullo stile ormai consolidato delle copertine di Avatar. In realtà, questo segno me lo porto davvero da tanto tempo, fin da quando impugnai per la prima volta un pennino, solo che ultimamente lo utilizzavo solo per illustrazioni e volevo capire come funzionasse ingabbiato.
Ancora non sono molto convinto, devo riprendere confidenza con la tavola in tal senso, ma da un’altra parte sono soddisfatto perchè pensavo di essermi totalmente arruginito sul realistico, anche se molto sintetico come questo.


Qualche pagina di Death

Posterò poco a poco alcune tavole fatte per puro diletto…
(cliccare per ingrandire)