Archivio per novembre, 2005

Tutt'a un Tratto – Extra No.4: Fujiko Fujio

Pseudonimo di Hiroshi Fujimoto e di Motoo Abiko, la coppia di autori è celebre soprattutto per aver creato nel 1969 Doraemon, il Gatto Robot che imperversa tuttora nelle televisioni mondiali e che in Giappone è una vera e propria icona nazionale; fumetto per ragazzi sì, ma sempre alla manieragiapponese, dunque godibile da tutti perchè aperto a diverse chiavi di lettura.


Nobita, il protagonista, è il corrispettivo orientale di Charlie Brown, inserito perciò in una cultura differente, dove lo studio può davvero essere duro o considerato fondamentale anche per i bambini delle elementari, segnati per tutta la loro carriera scolastica da una eventuale bocciatura, e perciò impossibilitati quasi a sognare le università più prestigiose; ma non saranno soltanto i compiti le sue preoccupazioni, preso com’è dalla sua cotta per Shizuca o dall’evitare i soprusi di Gian e la sua piccola gang di bulli.


Solo grazie a Doraemon, mandato dal futuro dai discendenti di Nobita proprio per aiutarlo, e ai suoi incredibili marchingegni, riuscirà a cavarsela in molte situazioni, anche se le stesse invenzioni di Doraemon, a causa del caratteraccio del piccolo monello, causeranno spesso altrettanti problemi imprevisti.

Gli episodi hanno una struttura lineare e autoconclusiva, il segno è assolutamente coerente al tono generale, semplice e poco invadente, praticamente privo di modulazioni, contorni chiusi, le figure hanno una struttura basata sul cerchio, o comunque estremamente tondeggianti, la recitazione è invece fluida ed espressiva.
Sono usciti ultimamente in Italia alcuni volumetti della serie, con episodi a tema, ad opera della Star Comics, che consiglio caldamente per scoprire un piccolo gioiello.


PresentazionePrimitivo


Compleanno

Le foto sono state pubblicate qui, l’unica che mi permetto di ufficializzare sul Blog è quella della torta. Immancabile.
Tengo a precisare che non era una festa organizzata…


Tramonto

Ed ecco i 26 che se ne vanno.
Però la mia espressione stavolta non è così tanto triste…

 


Fiera del Giocattolo

Quando giungono improvvisi certi raptus è davvero difficile scrollarseli di dosso, dunque, in linea con quasi tutti gli ultimi post in tema giocattoli, non potevo esimermi dall’andare domenica scorsa alla Fiera di Scambio del Giocattolo Antico a Isola delle Femmine, gita segnalata da Roberto e Paola, altrimenti lo avrei dimenticato e me ne sarei pentito per giorni a venire.

E, infatti, sono proprio andato con loro a fare questo giretto nella sala di questo Hotel, con questi banchettini pieni di roba, prevalentemente macchine e trenini, ma anche qualche simpatico ricordo di quando si era bambinetti, tipo l’Hulk. In realtà, il tuffo al cuore maggiore è stata proprio la scatola del detersivo che potete vedere a fondo pagina, avevo completamente dimenticato dove da piccolo conservavo i giocattoli, ricordavo solo le scatole di cartone, ed invece…

Non sono comunque tornato a casa a mani vuote, ho trovato in una scatola piena di roba trattata male (machissenefrega, penso sempre a Toy Story in questi casi, poveri giocattoli abbandonati…) UN Cobra, così posso farlo lottare con l’unico Gi-Joe mai avuto in vita mia, UN Robocop, notare il particolare del casco semovibile, UN Captain Power, finalmente, e, fiato alle trombre, UN Luke Skywalker palestrato, mi faceva ridere e non potevo non portarmelo a casa.
 

 


Invecchiamento

La Foto 1 è stata scattata prima della mezzanotte, alle 23.55 circa, la Foto 2 circa 5 minuti dopo. Notare l’aumento improvviso e prepotente di rughe, maggiore caduta di capelli, l’abbassamento della linea degli occhi, due o tre settori della memoria andati a quel paese e anche un leggero peggioramento della miopia.
Almeno i capelli bianchi non si vedono…


Foto1                                                  Foto2


Exogini alla riscossa!

La più grossa mancanza della serata Giocattoli erano proprio gli Exogini, piccoli alieni di gomma che imperversano nei banchi di scuola all’epoca dei miei ultimi anni di elementari. Ne conservo ancora qualcuno a casa, ma non li ho trovati in tempo per la serata. Dalle reazioni dei miei coetanei ho sempre notato che sono stati davvero fra i giocattoli più diffusi in assoluto, merito anche del prezzo ridicolo (500 lire una bustina), e per la prima volta non mi sentivo troppo indietro rispetto a certe meraviglie su cui sbavavo dietro e che molti miei compagni possedevano egoisticamente.

Anzi, a che ci siamo, chi è in possesso di un bel Tyrannosaurus Rex dei Dino-Riders, anche mezzo scassato, ed è pronto a disfarsene, sappia che io sono pronto impudentemente a PAGARE per averlo, unico giocattolo che desideravo ardentemente e che, a differenza di quello che accade nei film o nei fumetti, non ho mai ricevuto.

Tornando agli Exogini, ricordo bene un compleanno in cui i miei compagnetti mi regalarono ben DUE piramidi da 40, più quelli sparsi, insomma a casa mia un centinaio di piccoli alieni regnavano sovrani adattandosi a qualunque situazione: volevo un pupazzetto Starcom (cioè quelli che avevano i piedi calamitati con tutte le navicelle costruite su questo sistema), non lo ricevevo puntualmente, e un fedele Exogino si trasformava in uno Starcom, bastava aprire una cuffia rotta, rompere la calamita e attaccargli due pezzi sotto i piedi con lo scoth (di imballaggio); volevo giocare a Ritorno al Futuro? Ecco un Exogino pronto ad entrare nella mia Ferrari scala 1:24 (montata da solo) e a trasformarsi in Marty McFly; il mio unico Gi-Joe si sentiva solo? Una squadra di Exogini faceva la parte dei cattivi e, volendo, anche dei suoi compagni; Mask? Niente di più facile, Exogino+Ferrari e un altro Exogino+Porsche (sempre scala 1:24, sempre montata da solo). Insomma, mi rendo conto solo adesso di come un battaglione di minuscoli esserini abbia colmato gli anni della mia infanzia, insieme ai Transformers, ma i Transformers avevano una identità specifica, c’era un cartone dietro, e non potevo immaginare un Transformer/Mask o un Transformer/Starcom, mentre gli Exogini erano davvero un mistero! Chi erano? Che volevano? Non c’erano fumetti, cartoni in tv, telefilm, nulla di nulla, un mito creato, inizialmente, sulla base dell’economia e dal fatto che, poi, aprendo le bustine i pupazzi erano davvero belli. Come dimenticare Vite, Tenaglia, Teiera, Aquila, Cobra, Rambo, Mattone, Kamikaze…

Sulla scia di questi pensieri romantici, ho subito scovato il sito ufficiale degli Exogini, da cui ho preso le immagini di questo post, e ho anche scoperto le loro vere origini, cosa sono sul serio e quale fosse il loro scopo. Ma NON lo dirò qui, non voglio rovinare la sorpresa, che alla fine è anche divertente, e invito tutto a farci un salto.




Serata Giocattoli

Ieri sera, alla faccia di chi non è venuto, io, Cecilia, Marco, Manuela, Roberto e Paola ci siam visti per fare una vera e propria serata nostalgica in tema Giocattoli, ognuno ha portato quel che poteva, ed alla fine è stato veramente un delirio, con la tavola che poco a poco si riempiva di roba come uno stand di Lucca Comics, solo che qui il contenuto emotivo era decisamente più alto…

Qui sotto propongo ALCUNE delle immagini migliori, ma potete andare su questo indirizzo per visionare il reportage COMPLETO.
Potrete riconoscere nella folla Grilli Parlanti, Ciccio Bello, Transformer, Miniature, Salvadenai folli, Sorpresine Kinder e Mulino Bianco, Zoids, Voltron, Bambolotti vari, Teste Parlanti e tanti tanti oggettini divertenti.

Insomma, all’inizio pensavo che avremmo passato in rassegna le cose ad una certa velocità, e alla fine siamo stati quasi tre ore ad osservare questi piccoli ricordi divertendoci non poco.

L’emozione più grande è stata per me quella di rivedere tutta una serie di pezzi sparsi dei paperi delle Sorpresine Kinker, tipo becco, mani, culo e teste, mi son sentito davvero nuovamente bambino, mentre il premio al miglior giocattolo sconosciuto è andato sicuramente ad un salvadenaio a forma di piramide di Marco, ancora funzionante, che se poggiavi una moneta davanti l’entrata una mummia usciva dalla finestrella e se la tirava dentro.



Roma: Andata e Ritorno

Questo fine settimana io e Cecilia siam saliti a Roma: Barbara Canepa teneva un corso con Scuola di Fumetto, era fra l’altro accompagnata da Guillaume Bianco, e quindi era una buona scusa per salire nella Capitale e passare qualche giornata in allegria. Con Barbara c’è un rapporto meraviglioso, Cecilia fa la supervisione delle storie di Monster Allergy sotto la sua benedizione, Guillaume è il mio sceneggiatore preferito (per alcune strisce che in futuro vedrete), ma è anche, e soprattutto, disegnatore di Will, pubblicato da Soleil, e del bellissimo Hot-Dog, pubblicato su Pif Magazine, entrambi colorati da Cecilia. Se poi aggiungiamo che eravamo ospitati da Paolo Maddaleni, colorista delle copertine di Monster, e grande amico con cui ci scambiamo periodicamente materiale Otaku-Style, la situazione era davvero interessante.


Le lezioni di francese sulla tovaglia di Guillaume per Paolo

Il primo giorno Paolo aveva un riunione in Red Whale, così appena arrivati abbiamo approfittato per andare a trovare Paolo Ferrante e Giulia Basile, praticamente dietro casa di Paolo M, tutti e due collaborati di Monster (chine e colori nello specifico), anche loro amici di vecchia data, dato che a conti fatti lavoriamo insieme da ormai qualche anno. Abbiamo pranzato con loro meravigliosamente, ci siamo fatti un giretto verso la Casa del Fumetto e abbiamo coccolato per tutto il pomeriggio il loro SPLENDIDO cane, Hanny (scritto così?).


Trio di bellissimi disegnatori

Poi siam andati verso l’albergo di Barbara e Guillaume, abbiamo aspettato l’arrivo di Paolo, in ritorno dalla riunione, insieme ad Antonello Dalena, e siamo andati a mangiare una buona pizza (gigante) zona P.zza Navona. Poi in giro per bere qualcosa, arrivati a Campo De’ Fiori c’erano un paio di personaggi grandiosi: una donna con sola pelliccia che faceva delle pernacchie rumorosissime e un omino che suonava il mandolino ad un volume infimo, considerato poi che lì c’è sempre un casino notevole era praticamente impossibile percepire cosa stesse arpeggiando.


Cappello da notte

Sulle note del sonno siam tornati a casa a piedi io, Cecilia e Paolo. L’indomani dopo pranzo ci siam nuovamente riuniti, prima io e Cecilia con Guillaume, poi in un bar in via degli Scipioni con Antonello e Paolo, e l’apparizione fugace di Yoko. Cena tutti insieme più Barbara, appena finita la lezione, e Laura Scarpa, e saluti a Francesco Coniglio che non ha potuto alfine raggiungerci. Post-serata davanti l’albergo di Barbara e Guillaume, un’ora in macchina a parlare del Papa e del clero, e un altro bel pezzo al freddo a cazzeggiare.


Io e Paolo in versione LaChapelle

Ricordo della serata: un’ora a cercare posto a Trastevere. Grr. L’indomani mattina passeggio con Guillaume, pranziamo da Paolo io, lui, Cecilia e Yoko, stavolta con una apparizione un pò meno fugace, prendiamo la metro, il trenino per Fiumicino, l’aereo, la macchina, ed eccoci rientrati a Palermo.


Espressioni utili

Unico rimpianto: data la zona lontana e una effettiva motivazione lavorativa per questo incontro, più per Cecilia insieme a Guillaume e Antonello, non abbiam potuto vedere i nostri amici palermitani-romani Filippo, Alessandra, Giovanni e Manlio. Sigh.
Per il resto, Roma Mon Amour, ogni volta mi spezzi il cuore e mi chiedi di rimanere fra le tue braccia. Questa volta hai esagerato. Grr.


Lo spazio al centro contrassegna quanto mancasse la mia presenza


Tutt'a un Tratto – Extra No.3: Otto Soglow

Come ho già tenuto a specificare all’inizio del primo extra, gli autori selezionati per il libro sono frutto di una odiosa selezione in base allo spazio, all’effettiva valenza di un segno rispetto a un altro, alle similitudini fra autori, e – principalmente – al fatto di volere fin dall’inizio un testo agile e veloce.

Max Brighel ha amabilmente scritto nella sua recensione di Tutt’a un Tratto, «l’opera non pretende di essere considerata un punto di arrivo, ma un punto di partenza», sono contento che almeno si capisca. Sono il primo a soffrire per alcuni disegnatori esclusi, ancor di più quando mi rendo conto di qualche mancanza gravissima, ma lo scopo effettivo postomi inizialmente era quello di scrivere qualcosa che potesse stuzzicare alla ricerca, e dunque alla scoperta di altri autori, e che si guardassero d’ora in poi con un occhio diverso anche quelli conosciuti. Questi extra spazieranno fra mancanze gravissime e autori da me tanto amati, dunque, questi ultimi relativamente importanti, ma è sempre bello poter analizzare un segno di per sé diverso da qualsiasi altro, in quanto ogni tratto e ogni disegnatore mantengono una unicità assoluta, come la pennellata del pittore o il vibrato di un cantante. Che poi appartengano a una relativa scuola o corrente, in questa sede, poco importa.

 Otto Soglow

The Little King di Otto Soglow inizia a essere serializzato a partire dal 9 settembre del 1934 sulle pagine del New Yorker, ed è un fumetto in cui tutti i personaggi posso parlare al di fuori del protagonista, un vero e proprio Piccolo Re, inteso in stazza, non in età, e Piccolo anche perché giocherellone, emotivo e un po’ ingenuo. La magia di questa strip è data proprio dall’estrema semplicità degli eventi e delle battute, quasi sempre visive, considerato il poco contenuto di testo; a ogni azione, infatti, corrisponderà sempre una reazione opposta e, soprattutto, prevedibile, conoscendo il personaggio.

 Otto Soglow

Il segno è perfettamente adeguato ai toni delle piccole avventure, lineare, senza modulazione, pochissimi neri e ancor meno retini; a volte l’unico nero presente in una tavola si limita a essere quello del tratto e della barbetta del nostro rotondo sovrano; le composizioni sono altrettanto semplici, spesso laterali, praticamente sempre campi medi o lunghi, raramente qualche minuscolo primo piano, e, nonostante sia un’opera contemporanea alle grandi rivoluzioni visive di Milton Caniff, preferisce star tranquilla, come un piccolo cartone animato su carta. Chi è fortunato, può reperire una bella raccolta di queste strip sui mitici Oscar Mondadori.


Spongebob: THE MOVIE!

Dato che non ne parlo mai abbastanza, eccomi qui a vomitare qualche impressione a caldo sul MERAVIGLIOSO film di Spongebob, visionato ieri sera insieme al fan-club palermitano (Marco, Cecilia, Roberto, mancava purtroppo Claudio). Tutti eravamo molto preoccupati e ansiosi prima della proiezione, ed in effetti dopo i primi minuti ci eravamo rassegnati definitivamente al fatto di dovere sorbirci una storia "normale", forse anche abbassata un pò di livello, dato che in effetti il pubblico principale al cinema poteva solo essere di bambini, ma, fortunatamente, ci siamo dovuti immediatamente ricredere: il non-sense tipico delle storie della nostra amata spugna si è fatto subito prepotente, con una serie di avvenimenti deliranti e di sequenze al limite della follia.

Importantissimo lo spirito con cui viene realizzato questo cartone, è davvero un film per ragazzi, forse ragazzini, ma allo stesso tempo Spongebob è un perfetto character per un fumetto underground come si deve, insomma, chi apprezza Squeck the Mouse di Mattioli o Fritz the Cat di Crumb, tanto per fare alcuni esempi celebri, non può esimersi dal seguire questo personaggio, costruito con una estetica ed una regia volutamente infantile ma con raffinatezze a volte di altissimo livello.

Così, i bambini rideranno per le facce buffe e le continue gag visive e noi, figli degli orribili video Metal anni ’80, non possiamo non urlare per un finale in pieno Twisted Sister Style, e, come Patrick, alzare le braccia in cielo e mostrare un bel paio di corna.



£$%&#§ç@

Oggi DOVEVO essere a Messina per presentare il libro MA da quando sono tornato da Lucca non sono stato benissimo e la FEBBRE ha deciso di cogliermi in pieno ADESSO!
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Lucca, Lucca, Lucca: Ritorno! (2)

Aggiornamento Foto:


Lucca, Lucca, Lucca: Ritorno!

Io, Cecilia e Rossana, con Marcone Sonseri e AB, in arte Alessandro Borroni, partiamo da 
Palermo la mattina di sabato e, fra piccoli ritardi e vari trasporti, siamo alla fiera di Lucca
intorno alle 14:00. Salvo era già lì con la Scuola+Grafimated già da un giorno, quasi tutti
gli altri erano arrivati invece la mattina, con un treno sfigato trasformatosi in pullman e
che li ha scarrozziati da Palermo a Pisa in circa 20 ore, dunque alcuni di loro vagliarono le
porte del palazzetto anche dopo di noi, causa riposo in albergo forzato. Poco dopo giunge
in fortissimo ritardo Claudio, anche lui per colpa dei mezzi, sempre aereo, ma nebbia a
Firenze. Il Buon Ruello si presenterà addirittura in serata, alcuni arriveranno il giorno
dopo, ma alla fine ecco la Famiglia Sicula Riunita:


(se qualcuno manca è pregato di segnalarmelo per futuri aggiornamenti)
Io
Cecilia
Rossana
Claudio
Marco S.
AB
Salvo
Lelio
Areolio
Quirillo
Robertone
Paola
Cinicaus
Buon Ruello
Fracass
Antonino
Giampiero
Alessandra
Daniela
Fabio
Emiliano
Maurizio
Alex Alecci
Gianluca
Sorella di Salvo+Fidanzato
Tano
Marco Rizzos
Giovanni DiGre
2 amici di Areolio
Manlione
Francesco
Vittorio
Paolo

Praticamente eravamo una intera gang mafiosa. Guai a chi ci tocca, abbassate lo sguardo etc...



La maglietta di Tutt'a un tratto!!!

Io e il mio nuovo rosso-fucsia abbiamo riscosso un ottimo numeri di commenti, quasi
sempre preceduti da un paio di occhi sbarrati e da un "ma perchè", ma chissenefrega
alla fine muà je suì content e al mio caro Andrea Accardi son piaciuti un sacco.

Le giornate si son divise fra i miei compiti allo stand di Cronaca per Avatar, allo stand
Tunuè Per il libro, in giro a parlicchiare per parlare di progetti futuri, in giro con la mia amata
redazione romana Red Whale, come sempre al completo e tutta in femminile, e in giro
ad acquistare chili di fumetti e gashopon.




Torno a casa dunque con:
Ben 3 libri: Prima Pagare Poi Ricordare, di Filippo Scozzari, la mitica Virgola di Daniele
Bonomo su Will Eisner, Con Gli Occhi a Mandorla.
Gashopon: Inuyasha, intera serie di maghette (Creamy, Yu, Emi, Sandy ed Evelyn),
Lamù.

Fumetti: 12 by Marco Rizzo, 300 by Miller, Thor 80, UR 424/425, Ultimate UR 39,
Shazam by Alex Ross, JLA by Brian Hytch, un paio di Wonder Woman, Batman BW, Hero,
Switch, Leggende di Batman, Il Re Bianco by Toffolo, Villa Transilvania by Mattaliano,
Ken Parker 31, Wolverine cover by The Great Cammo e un introvabile volume della
Milano Libri su Li'l Abner di Al Capp.

Notare che: tutti gli albi Play Press li ho acquistati a prezzi indecenti dato che vendevano
quasi tutto ad 1 euro, e che avrei anche potuto avere dietro Wonder City+la MIA coppola
chiusa in un sacchetto e portata per sbaglio a Milano da un collaboratore di Cronaca che
adesso DEVE spedirmi tutto per posta. è_é Mfnfmmfnmf.




Dulcis in Fondo, Yokolona, amica romana, mi ha regalato attraverso Manlio/postino un
meraviglioso bagno schiuma gigante di Spongebob.


Ho ovviamente incontrato una quantità incredibile di persone che mi fa sempre piacere
reincontrare, in particoular: Paolone Maddaleni, Arianna, Federico, il buon Toffolo, The
Great Cammo,
Diegos, Ketty, Antonellone, il Mitico MML, il Capo Max Brighel, Giovannone
Gualdoni, Gianni Veccia, Big Calzolari e Laura Scarpa...e forse è meglio mi fermi qui
evitando l'involontaria omissione di qualcuno...


Ovviamente, a parte, stanno tutti i carissimi amici della Tunuè e tutti i ragazzuoli di
Cronaca, Salvatore compreso.




Mi ha invece fatto piacere conoscere Tito Faraci, Emanuele Tenderini, Nicola Carpanelli
ed
Elena Mirulla.
Nicola, in particolare, è diventato a tutti gli effetti membro onorario del Gruppo
Trinacria, con laurea ad honorem, compagno di serate e bevute lucchesi.


Ricerca disperata invece per Fabio Bono, non siamo riusciti a beccarci, rimbalzavamo a
vicenda allo stand della Scuola e non siamo riusciti mai a beccarci, tristezza...




Le soddisfazioni più grosse ammetto essermi arrivate proprio dal libro, ricevendo elogi
e complimenti tali da farmi riprendere moralmente da un ultimo periodo non proprio
roseo, ma anche Avatar mi è sembrato ben gradito dal pubblico, e il secondo numero
del Primitivo Magazine, frutto della maratona di una settimana fa, è andato alla grande
allo stand della Scuola grazie all'apporto di Quirino ed Areolio!


Io ho anche potuto comprare qualche serie di cartoni non propriamente originali dai
Mitici Abusivi, stavolta cacciati via più del solito, ma non ho potuto esaudire il mio
desiderio di tornare con un bel Mask fra le mani. Peccato.




Credo però di aver fatto tutto quel che dovevo fare, in giornate come sempre lunghissime
e velocissime, piene di sbattimenti ed impegni, stanchezza e felicità. Certo, se magari
ogni sera non mi incornavo di andare alla piazzetta ovale e magari in cambio mi riposavo
un pò in albergo forse non sarei così distrutto, ma si sa, Lucca capita una volta l'anno, e
bisogna godersela tutta fino in fondo.


E poi, non avrei potuto neanche sognare un Rum e Pera collettivo fra me, Paolone, Katja, Francesco Meo, Stefania, Antonello, Maryam, con Ivo Milazzo dietro le spalle che poteva
pensar tutto di me (in male), ma soprattutto di altri elementi all'interno della nostra
performance che conosceva bene.

Ehehehehehehehehehehehe.



Gran chiusura: Monster Allergy ha ricevuto il Premio Fumo di China (a furor di popolo) come
miglior serie umoristica e Francesco Artibani come miglior sceneggiatore umoristico. Due
colpi in canna pronti ad esplodere nelle mani di un certo tiratore.


Io adesso sono stanco, con la gola a pezzi per il cambio di temperatura, tipicamente fredda
ed umida lì e terribilmente siciliana qui, ma devo già lavorare per una bella scadenza che mi
aspetta questo venerdì.


Ma il Nerd d'Oro chi l'ha vinto?