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Ancora su Moebius e sul Fumetto in generale

Con la morte di Will Eisner avevo già parlato di “compressione temporale“, o di “seconda era del Fumetto”.

Sono passati 7 anni.

Moebius è scomparso, e in mezzo ci sono state altre morti tragiche, alcune veramente inaspettate (vedi Wieringo o Meglia). Il fumetto si fa sempre più vecchio, ed è inevitabile che perda i suoi maestri, assomigliando sempre di più alle Arti Alte, in cui chi ha una grande passione per la pittura non pensa minimamente che avrebbe potuto conoscere Picasso, men che meno Michelangelo.

Io sto sempre lì invece a dirmi che se fossi nato dieci anni prima avrei potuto magari chiacchierare con Pratt e Pazienza.

In ogni caso, parlando ieri col buon Maurizio Clausi, ho trovato illuminante una sua frase… si parlava del fatto di quanto sia strano piangere la morte di qualcuno che poi, effettivamente, non è né un parente né un amico stretto.

Ma -e questo è il ragionamento a cui si è arrivati- se dovessimo misurare l’influenza che queste persone (un Moebius come un Jack Kirby o uno Schulz) hanno avuto sulla nostra vita si abbattono tutte le distanze. Moebius ha lasciato un segno profondo in quello che è il mio modo di fare, di approcciarmi e di pensare il fumetto, quello cioè di cui vivo ogni giorno da quando ho memoria. Quindi sì, sono decisamente giustificato.

Quello che ho da dire su Jean Giraud/Moebius

Anzitutto diciamolo: è scomparso ANCHE Jean Giraud. Limitarci a piangere Moebius non basta. Non è andato via un autore di fumetti, ma, almeno, due. E chi lo conosceva bene sa che erano anche più di due.

Ho un sacco di miti, e tante passioni. Non ho mai amato però gli atteggiamenti da fan accanito: tutti i miei riferimenti, ad esempio, nel mondo della musica ho cercato, quando possibile, di approcciarli, conoscerli, sviluppando un rapporto carino (vedi Mauro Pagani, Francesco di Giacomo, Stefano Bollani, Petra Magoni..), basato non sugli stupidi urletti ma su qualcosa di più concreto, umano.

Il mondo del fumetto è come un enorme albergo, pieno di stanze, dove ci si conosce tutti, magari ci si è incontrati solo in ascensore, o magari non ci si è incontrati affatto ma si sa che al terzo piano c’è Tizio Tal dei Tali, e si sapeva benissimo che Moebius era in quel determinato piano e, se volevi, e avevi un po’ di fortuna, non era impossibile incontrarlo per una piccola chiaccherata sul pianerottolo.

Ho fatto la scoperta del suo mondo intorno ai 17 anni, e mi sentivo già di avere sprecato un sacco di tempo, ed è stato un fulmine a ciel sereno: da quel momento i miei ideali e i miei modelli sono cambiati radicalmente.

Nel 1997 Affiche organizzò a Palermo una sua mostra antologica. Ai tempi, col cazzo che c’era Internet ad avvertirti di cose del genere, quindi, scoperto per puro caso attraverso un giro di telefonate, mi fiondo letteralmente impazzito a quello che era già il secondo giorno dell’esposizione. Lui era lì. E io, timidissimo e impacciato, mi limito a fare la fila, farmi fare un piccolo autografo, e considerarmi la persona più fortunata del mondo (insieme a quelle poche altre, perchè, bisogna dirlo, non eravamo neanche moltissimi).

Ho rivisto quella mostra decine di volte. Mi ha sconvolto, scombussolato, sconfitto e stimolato. Non ho disegnato per due mesi, forse tre. E per me, che disegnavo centinaia di pagine al mese (davvero), erano davvero tanti. Poi sono tornato alle tavole, e avevo appreso mille cose.

Di lui non amo solo il disegno, o le idee, ma le scelte artistiche: sapere che gestiva stili diversi a seconda del genere o delle situazioni mi eccitava. E poi aveva anche influenzato Andrea Pazienza, quindi sticazzi.

Anni dopo, alla mia prima Angouleme, lo incontrai. Parlammo di Palermo, di cui aveva un bellissimo ricordo, gli feci vedere dei miei lavori, facemmo anche delle foto, andate perdute insieme al rullino di quella macchina fotografica, ma vabbè, continuavo a incontrarlo ripetutamente ogni volta che sono andato ad Angouleme, e ogni volta dovevo rompergli le palle per 5 minuti su Palermo e cose così.

L’ho incontrato anche a Napoli, inginocchiandomi ai suoi piedi, l’anno in cui avevo pubblicato Pioggia d’Estate, con un capitolo a lui dedicato, potendo così donarglielo.

Pur non ricordandosi mai di me, era sempre gentile, e anche se il mio inglese fa storicamente cacare, riusciva a comprendermi e rispondermi in maniera chiara e semplice.

Come i suoi disegni da Moebius. Chiari e semplici, ma estremamente sofisticati.

Ora, tornando all’inizio, nella mia vita “matura (dai quindici anni in su)” non ho mai avuto atteggiamenti da fan accanito, neanche quando ho visto Roger Taylor. Mai. Ho le mie passioni, e sono anche abbastanza nerd nel coltivarle, ma mai quegli urletti che dicevo.

Tranne il giorno della mostra a Palermo, per lui.

Quel giorno lui mi fece l’autografo con un pennarello che avevo appena acquistato.

Quel pennarello l’ho imbustato, per “preservare” la sua magia. Per darmi forza. Per avere un simbolo sempre davanti agli occhi.

Quel pennarello è ancora imbustato, sempre in mezzo agli altri pennarelli, sempre sopra il mio tavolo da disegno.

Quel pennarello è il mio unico urletto. Ed è per Jean Giraud, per Moebius, e per Gir.

Mi mancherà davvero.

Lucio Dalla

Se ne è parlato tanto.
Di mio, mi ha ricordato un po’ di cose, non belle. E ho voluto omaggiarlo in modo particolare… dal giorno della sua morte a quello del suo compleanno, con quattro canzoni.

Una Canzone al Giorno: aggiornamento

Ho scritto tanti post non pubblicati. Nella mia testa. Gli avvenimenti degli ultimi tempi fanno riflettere, e al contempo dimenticare, come reazione.
Come già detto, il 31 dicembre dell’anno scorso ho iniziato per gioco a fare un video al giorno di una canzone che sento in quel momento. Un’operazione discutibile, che mi ruba del tempo, non tanto, ma comunque un impegno in più, che ho rispettato anche quando ero indietrissimo con tutto, anche quando traslocavo e non avevo connessione, anche quando non ne avevo troppa voglia, e anche quando, come in questi giorni, non avevo neanche tanta voce causa influenza e mal di gola.
Un piccolo impegno che però vuole essere per me un appiglio di equilibrio, per rispettare a maggior ragione le scadenze, e non a rimandarle, o, peggio ancora, tardarle troppo. Penserete che sono pazzo, e che un impegno in più non può che peggiorare le cose; in parte è vero, in parte, invece, è uno stimolo, e so bene come sia riuscito a recuperare molti lavori arretrati nonostante “la canzone al giorno”.
Fiero di tutto questo, ho acquistato anche una nuova webcam, per migliorare la qualità, e ho aperto un canale YouTube, che magari potrà non essere aggiornato quotidianamente come la pagina su Facebook, ma sarà sicuramente uno spazio più accessibile a tutti. Come presentazione metto quindi i miei video preferiti fino ad adesso. Da domani chissà.

SuperDisinformato e Ballata per De Andrè RIEDIZIONE

Ieri ho rivisto un amico che mi ha ulteriormente fatto rendere conto quanto sia stato fuori dal mondo tutto l’anno scorso, e direi anche parte del 2010.
E’ una sensazione che ho provato spesso negli ultimi tempi, e che, a dire la verità, anziché farmi sentire a disagio, quasi quasi trovo rassicurante, perché è esattamente quel che volevo fare.
Ci sono sfumature nel mondo del fumetto italiano che credo siano assolutamente superflue, nonostante gli si voglia dare importanza, e c’è un sacco di gente che vive da sempre senza far caso a queste cose, vivendo normalmente.
Il fumetto italiano non è solo un nugolo di rapporti e di polemiche sul web: ci si può benissimo fare i fatti propri e continuare per la propria strada.

Detto questo, per scopi puramente personali, segnalo l’uscita della RIEDIZIONE di Ballata per Fabrizio De Andrè. Sottolineo riedizione in quanto non semplice ristampa, dato che ho acquarellato tutte le tavole, reimpostato la gabbia delle stesse (prima i bordi delle vignette erano tremolanti, adesso regolari), aggiustato un po’ di erroretti, e, ovviamente, disegnato una nuova copertina. Sono molto fiero del risultato. Questo libro è andato davvero bene, dovrei vantarmene un sacco e camminare sentendomi un fighissimo, ma non funziona così, altrimenti un disegnatore qualsiasi di Tex potrebbe mettermela immediatamente nel di dietro. Anzi dovrebbe. Solo che un disegnatore di Tex si fa i suoi bei fattacci a casa e continua semplicemente a lavorare.

Ballata per Fabrizio De Andrè

Kyoko

8 mesi.
Da 8 mesi Kyoko è la mia donna, la mia compagna, colei con cui divido il letto.

Ok, ho sempre desiderato dire una frase del genere…
Ho sempre saputo che la mia gatta si sarebbe chiamata Kyoko.

…è arrivata impaurita a casa mia, mai violenta…

La prima notte credevo di non farcela. Non ha fatto altro che piangere, ed io, poco avvezzo a prime notti feline in case estranee, temevo il peggio. Credo di essere seriamente andato nel panico. L’indomani notte tutto bene.

Dopo un paio di giorni iniziò a farsi vedere più spesso in giro, anziché rintanarsi in luoghi sconosciuti (che ho scoperto poi essere il mio amplificatore valvolare), mangiare con regolarità e cercare un po’ di compagnia.

Tempo una settimana ed era la “mia” Kyoko.

Adesso dormo scomodo da mesi, non riesco a muovermi altrimenti la sotterro, ma in realtà amo quel piccolo ostacolo, a parte quando inizia a farmi le fusa in faccia in piena notte.

Tornando a casa, in quella vecchia il suo posto per il saluto era in fondo al corridoio a sinistra, adesso è direttamente all’ingresso, sul tappeto. Ama la stufa, ma più di tutto ama accucciarsi sopra le mie gambe quando guardo un film o qualsiasi altra cosa del genere.

Mi ero ripromesso che il nome Kyoko avrebbe dovuto meritarselo, e che avrei potuto decidere di cambiarlo in Yagami se iniziava a fare la stronza, e invece lo ha conquistato a pieno titolo.

Cara, dolce Kyoko.

Una Canzone al Giorno

Nuova abitudine dell’anno, promessa che spero di mantenere, è quella di trovare 5 minuti al giorno per registrare una canzone ispirata dal momento. Così, senza grosse prove, ukulele o chitarra e via. Lo vedo come un esercizio, e un appuntamento costante per potenziare la mia puntualità, tentennante negli ultimi tempi.
In trasloco mi ha causato non pochi problemi, per via della mancanza di connessione, con soluzioni dell’ultimo minuto come quando sono andato a casa di Francesca all’una di notte per scroccarle la linea, ma in linea di massima adesso sembra essersi stabilizzato.
Attualmente, c’è solo una pagina su Facebook, che dovrebbe essere pubblica a tutti. Buona musica!

Una Canzone al Giorno

Molto RRROCK

Così è iniziata la telefonata per l’attivazione del telefono nella nuova casa:

“Salve, Infostrada, desidera?”
“Salve, volevo fare un nuovo contratto telefonico, ho già una linea con voi…”
“Molto bene, lei si chiama?”
“Algozzino, Sergio…”
“Ah, hai a che fare col ROCK?”
“Ah, fantastico…”
(continua con riferimenti a serate varie)

Oggi arriva il tecnico per attivare fisicamente il collegamento. Apro la porta:

“Salve, sono il tecnico per l’attivazione, mi chiamo X”
“Salve, io sono Sergio, Algozzino”
“Sì, lo so, ti ho visto spesso. In the Rock, Freddie Mercury Memorial Day…”
(continua con riferimenti a serate varie)

Mi ha fatto sentire molto RRROCK.

Trasloco giorno 12 & 13

Molto bene. Al dodicesimo giorno Dio mi concesse la fine del trasloco. Al tredicesimo l’inizio della sistemazione senza scatole fra i piedi.
La casa inizia a prendere forma, ed essendo una forma di suo più carina di prima, sembra molto promettente. Salvo regna incontrastato nel reparto aiuti, fra l’altro giungendo a piedi da Pallavicino, e ieri sera ci siamo permessi una cena insieme al buon Gianfranco, come non accadeva da tempo.

Trasloco: Giorno 9,10 & 11

Finito? Col cavolo. In più, dormendo a casa nuova, dovrò aspettare il nuovo allaccio telefonico, spero presto.
Fra ieri e l’altro ieri ho cercato di portare le ultime cose, contando però che mercoledì son stato tutto il giorno a scuola e la sera ai Candelai per una serata su De Andrè, quindi ho fatto ben poco.
Ieri mi hanno aiutato il buon Salvo (che ormai detiene il record di amicotrasloco) e Fabio, e di sera ho sbagnato la prima pasta + visione di telefilm/hi-fi insieme a Simona. Oggi ho già preso qualche altra cosa… rimangono un bel paio di reti da letto da riportare a casa di mia madre e qualche altra fesseria…

Però a scuola ho fatto questo, che è una battuta veramente Geek.

Trasloco: Giorno 8 + Prima Notte

Attivato il sistema Tv+Hi-Fi+Lettori DVD+Giradischi+Playstation, ho iniziato a sentire casa nuova più mia nel momento in cui ho pranzato guardando una puntata di 24.
E dato che sapevo che avrei anche passato la prima notte lì, mi sono portato dietro Kyoko, che essendo la gatta più buona del mondo ha subito mangiato e cagato senza sembrare troppo spaesata.
Il pomeriggio ho sistemato un po’ di scatole (ovvero quello che c’era dentro) in compagnia di Valeria, con cui ho anche inaugurato il primo Thè con biscottini. E ancora non è finita…

Sogni

Sono famoso per non ricordare più i miei sogni da anni. Più o meno quindici.
Ricordo soltanto quelli a sfondo ansioso, lineari, del tipo: ci sarà l’evento Tal dei Tali, sogno che verrà poca gente.
Raramente ho avuto memoria di sogni di altra categoria, e chiaramente ne ho perso comunque le tracce.
Decido quindi di aprire una nuova categoria nel blog, nel caso in cui salti fuori fra un anno o due un sogno che mi piacerebbe ricordare.
Oggi no. Era uno di quelli a carattere ansioso.

Trasloco: Giorno 7

Pensavo stasera di farcela a dormire lì, ma invece no… Ho ancora un po’ di pacchi da sistemare, e, soprattutto, voglio portare Kyoko con la casa in parte ordinata.
In cambio, ho fatto una prima cena in famiglia, ed eravamo tutti interessati al Dio Condizionatore.

Trasloco: Giorno 6

Ci siamo quasi.
C’è ancora un bel pacco di roba da portarmi dietro, ma inizio a vedere la fine del tunnel.
Antitutto, non pensavo di avere tutte queste cose: sono ormai sei giorni che faccio avanti e indietro (e, soprattutto, su e giù) e non ho comunque finito.
Almeno ho trovato il posto dedicato alle cibarie, e messo un paio di lenzuola sul letto.
Oggi ho avuto una bella collezione di aiuti: Anna, l’immancabile Salvo, Simone, Marcello, Francesca e, non ultimi, la mamma (che ha lavato circa mille piatti) e Davide, che ha fatto di tutto.
E io ho scoperto di avere un milione di rotoli di Scottex.

Trasloco: Giorno 5

E mentre mi auguro che oggi possa esserci il rush finale, ieri sono stato aiutato da Salvo e Cristina, portando principalmente fumetti e scatole varie.
Oggi dovrei passare allo sgabuzzino e alla cucina…
Kyoko, nel frattempo, si vede annullare poco a poco ogni punto di riferimento.

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